Archivio mensile:giugno 2013

Coldplay – Warning Sign – Testo – Traduzione – Significato

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Coldplay, Warning sign – 5:31
Album: A rush of blood to the head (2002)

Testo originale in inglese – Lyrics

A warning sign
I missed the good part then I realized
I started looking and the bubble burst
I started looking for excuses.

Come on in
I’ve gotta tell you what a state I’m in
I’ve gotta tell you in my loudest tones
that I started looking for a warning sign.

When the truth is
I miss you
yeah the truth is
that I miss you so.

A warning sign
you came back to haunt me and I realized
you were an island and I passed you by
you were an island to discover.

Come on in
I’ve gotta tell you what state I’m in
I’ve gotta tell you in my loudest tones
that I started looking for a warning sign.

When the truth is
I miss you
yeah the truth is
that I miss you so.

And I’m tired
I should not have let you go.

So I crawl back into your open arms
yes, I crawl back into your open arms
and I crawl back into your open arms
yes, I crawl back into your open arms…

 

Testo parole tradotto in italiano

Un segno di avvertimento
ho perso la parte migliore e poi ho capito
ho cominciato a guardarmi attorno
e la bolla è scoppiata
ho cominciato a cercare delle scuse.

Vieni qui
devo dirti in che stato sono
devo dirti più forte che posso
che ho iniziato a cercare
un segnale di avvertimento.

Quando la verità è
che mi manchi
sì la verità è
che mi manchi così tanto.

Un segnale di avvertimento
sei tornata indietro per tormentarmi
e poi ho capito
che tu eri un’isola e ti ho ignorata
ma tu eri un’isola da scoprire.

Vieni qui
devo dirti in che stato sono
devo dirti più forte che posso
che ho iniziato a cercare
un segno di avvertimento.

Quando la verità è
che mi manchi
sì la verità è
che mi manchi così tanto.

E sono stanco
non avrei dovuto lasciarti andare.

Così ritorno verso le tue braccia
sì, ritorno verso le tue braccia
e ritorno verso le tue braccia
sì, ritorno verso le tue braccia

 

Significato o interpretazione

Questa canzone è bellissima e depressiva allo stesso tempo, una canzone che parla di una storia d’amore, di una delusione e di rimpianti, qualcuno che non era sicuro dell’altro/a e per questo rompe senza un valido motivo, “la persona giusta nel momento sbagliato”, ma poi la rimpiange. Il verso finale è “ritorno verso le tue braccia”, ma non dice che queste sono ancora aperte ad aspettare.

Altre canzoni dei Coldplay:

Coldplay – The Scientist

Coldplay – Fix You

Coldplay feat. Rihanna – Princess Of China

Altre canzoni:

U2 – One

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Riflessioni varie

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Idealizziamo chi non lo merita. Crediamo in qualcuno solo perché in quella persona abbiamo riposto il nostro futuro. Ma quando il miraggio svanisce, quando la figura mitizzata perde il suo fascino ed il suo prestigio, e riusciremo a coglierne la vera natura, resteremo profondamente scossi, increduli e disillusi. E con un’amarezza mista a rassegnazione, dovremo ammettere che la nostra percezione ci ha ingannato e l’errore più grande lo abbiamo commesso noi stessi, per aver creduto e dato fiducia a qualità inesistenti.

Quando la nostra mente si abbandona alle abitudini ed alle consuetudini, facilmente a lungo andare subentrerà la noia. Quando nulla sembrerà cambiare e ripeteremo sempre le stesse azioni e le stesse frasi…avremo bisogno di un bello scossone per risvegliarci. La vita prima o poi ci indurrà a pagare il conto per il nostro annichilamento, e prima ci ridesteremo dal nostro torpore e più facilmente incasseremo le eventuali batoste.

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Orgoglio e autostima per Nathaniel Branden

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Definizione di orgoglio per Nathaniel Branden

“Se l’autostima riguarda l’esperienza della nostra competenza e del nostro valore, l’orgoglio riguarda il piacere più esplicitamente consapevole che proviamo grazie alle nostre azioni e ai nostri successi. L’autostima considera quello che c’è da fare e dice: “Sono in grado”. L’orgoglio considera quello che è stato fatto e dice “Ce l’ho fatta”. L’orgoglio autentico non ha niente a che vedere con la millanteria, la boria e l’arroganza. Nasce da tutt’altra radice. La sua fonte non è il vuoto, ma la soddisfazione. Non nasce per “dare prova” ma per “gioire”. L’orgoglio non è neppure l’illusione di essere senza difetti o mancanze (come suggeriscono talvolta i religionisti). Possiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto o siamo diventati pur riconoscendo i nostri errori e imperfezioni. Possiamo sentirci orgogliosi pur possedendo e accettando quella che gli junghiani chiamano “la nostra ombra”. In breve, l’orgoglio non comporta in nessun modo che si perda di vista la realtà.” Nathaniel Branden

Altri articoli:

Definizione d’autostima per Nathaniel Branden nelle sue due componenti fondamentali

L’autoefficacia di Albert Bandura

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L’autostima per Nathaniel Branden: rispetto di sé e senso di efficacia o autoefficacia

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La definizione o significato del concetto di autostima per Nathaniel Branden nelle sue due componenti fondamentali.

Senso di efficacia o autoefficacia.

“Ho definito senso di efficacia quell’esperienza di potere di base o competenza che associamo a una sana autostima, e rispetto di sè l’esperienza della dignità e del valore personale. Il significato generico di queste parole è chiaro, ma desidero esaminarle più da vicino. Prima di tutto il senso di efficacia. Essere efficaci (nel senso del termine che si trova sul dizionario) significa essere capaci di produrre un risultato desiderato. La fiducia nella nostra efficacia è la fiducia nella propia capacità di imparare e di fare tutto ciò che è necessario per raggiungere i nostri obiettivi, nella misura in cui il successo dipende dai nostri sforzi. Razionalmente non giudichiamo la nostra competenza, nel senso che diamo qui alla parola, in base a fattori estranei al nostro controllo. Per sentirci efficaci non è necessario essere né onniscienti né onnipotenti. Il senso di efficacia non è la convinzione di essere infallibili: è la convinzione di essere capaci di pensare, giudicare e sapere – e di correggere i nostri errori. È fiducia nei nostri processi e nelle nostre abilità mentali. Il senso di efficacia non è la certezza che saremo in grado di superare tutte le sfide della vita: è la convinzione di poter imparare tutto quello che ci serve sapere e di doverci impegnare a fare razionalmente del nostro meglio per svolgere i compiti e vincere le sfide che i nostri stessi valori ci impongono. Il senso di efficacia è più profondo della fiducia nel nostro sapere e nelle nostre abilità specifiche basata su successi passati – anche se ovviamente ne è alimentato. È la fiducia nella nostra capacità di pensare, nella nostra coscienza e nel modo in cui scegliamo di usarla. Si tratta ancora una volta di fiducia nei nostri processi, e di conseguenza di una disposizione ad aspettarci il successo dai nostri sforzi. Non avere il senso della propria efficacia, aspettarsi la sconfitta anzichè la vittoria, vuol dire essere interrotti, minati o paralizzati (in vari gradi) nei nostri sforzi di affrontare i compiti e le sfide che la vita ci presenta.”

Rispetto di sé

“Così come il senso di efficacia si porta dietro l’aspettativa naturale del successo, il rispetto di sé si porta dietro l’aspettativa naturale dell’amicizia, dell’amore e della felicità, come risultato di quello che siamo e di quello che facciamo. (Concettualmente possiamo isolare le due componenti per analizzarle, ma nella realtà della nostra esperienza quotidiana si sovrappongono continuamente, e l’una implica l’altra.)   Il rispetto di sé è la convinzione del proprio valore. Non è l’illusione di essere “perfetti” o superiori agli altri: è la convinzione che la nostra vita e il nostro benessere valgono la pena di essere sostenuti, protetti e nutriti; che siamo bravi, valiamo qualcosa e meritiamo il rispetto degli altri; e che la nostra felicità e realizzazione personale sono abbastanza importanti per spenderci della fatica. Per quanto riguarda la nostra infanzia, una delle radici del rispetto di sé è l’esperienza dell’essere trattati con rispetto dai genitori e dagli altri membri della famiglia. Per quanto riguarda invece le nostre azioni, una delle radici è l’essere soddisfatti delle nostre scelte morali – un particolare aspetto dell’essere soddisfatti dei nostri processi mentali. Spesso capita di incontrare persone molto più sicure della loro competenza, in questo o quell’ambito, che del diritto di essere felici.”

Da “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden.

Indice del libro:

INDICE
PARTE I -L’autostima: principi di base
1.L’autostima il sistema immunitario della coscienza
Una definizione preliminare
Lo schema di base
L’impatto dell’autostima osservazioni generali
L’amore
Il luogo di lavoro
Le profezie che si avverano grazie a sé stesse
La stima di sé come bisogno fondamentale
Troppa autostima?
Quando niente è abbastanza
Una parola di ammonimento
Le sfide del mondo moderno

2. il significato dell’autostima
La radice del nostro bisogno di autostima
La competenza
Il senso del proprio valore
L’orgoglio

3. Il volto dell’autostima
L’autostima e l’azione
4. L’illusione dell’autostima
Pseudoautostima
L’indipendenza

PARTE II – Le fonti interne dell’autostima
5. L’azione come punto centrale
La volontà e i suoi limiti
I limiti dell’essere genitori
I blocchi interni
Quello che sappiamo
Frasi da completare
Le sei pratiche

6. La pratica di vivere consapevolmente
Il tradimento della coscienza
Possibili malintesi
Essere responsabili nei confronti della realtà
Come vivere consapevolmente
Due parole sulle dipendenze
Un esempio personale
La consapevolezza e il corpo
Frasi da completare per imparare l’arte di
vivere consapevolmente
Una sfida

7. La pratica dell’accettazione di sé
Il primo livello
Il secondo livello
Il terzo livello
Un esercizio
Ascoltare i sentimenti
Un esempio personale
Un esperimento
Quando l’accettazione di sé sembra impossibile
Due false credenze
Frasi incomplete per facilitare l’accettazione di sé
Il peggior crimine verso noi stessi: negare
l’inequivocabile

8. La pratica del senso di responsabilità
Le azioni implicate nella pratica del
senso di responsabilità
Un chiarimento
Alcuni esempi
Un esempio personale
La produttività
Pensare con la propria testa
Il principio morale
Frasi incomplete per favorire il
senso di responsabilità
Non verrà nessuno

9. La pratica dell’affermazione di sé
Che cos’è l’affermazione di sé
Che cos’è e che cosa non è l’affermazione
di sé
La paura dell’affermazione di sé
Esempi
Un esempio personale
Frasi incomplete per facilitare l’affermazione
di sé
Il coraggio

10. La pratica di darsi un obiettivo
La produttività e gli obiettivi
L’efficacia e gli obiettivi
L’autodisciplina
Che cosa implica darsi un obiettivo
Chiarirsi cosa vuol dire darsi degli obiettivi
Alcuni esempi
Esempi personali
Frasi incomplete per aiutare sé stessi a
darsi degli obiettivi

11. La pratica dell’integrità personale
La coerenza
Quando tradisco i miei standard
Superare i sensi di colpa
E se i nostri valori sono irrazionali?
Seguire la propria felicità
Esempi
Un esempio personale
Frasi da completare per facilitare la pratica
dell’integrità
Un’applicazione pratica
Mantenere la propria integrità in un mondo corrotto
Il principio della causa reciproca

12. La filosofia dell’autostima
Le credenze che riguardano se stessi e sostengono
l’autostima
Generiche
Vivere consapevolmente
L’accettazione di sé
Il senso di responsabilità
L’autoaffermazione
Darsi un obiettivo
L’integrità personale
Le credenze che riguardano la realtà e sostengono
I’autostima
Commenti
Uno standard di valori

PARTE III – Influssi esterni: I’io e gli altri
13. Alimentare l’autostima di un bambino
Gli antecedenti dell’autostima
La sicurezza
Il contatto fisico
L’amore
L’accettazione
Il rispetto
La visibilità
Cure appropriate all’età
Lode e critica
Le aspettative dei genitori
Consigli per ulteriori letture
Gli errori dei figli
Il bisogno di ragionevolezza
Il bisogno di strutture
Una cena in famiglia
Gli abusi sui minori
Questioni urgenti
Il distacco strategico
I genitori come veicolo dell’evoluzione personale

14. L’autostima nelle scuole
Gli obiettivi dell’educazione
L’autostima degli insegnanti
Le aspettative
L’ambiente classe
Capire i sentimenti
Trattare con gli altri
Competenza e capacità
Le curve di livello
L’ individualità cognitiva
Lo studente obbediente e lo studente responsabile
Implicazioni morali
I programmi di autostima

15. L’autostima e il lavoro
Il contesto
Le sfide
Trarre il meglio dalle persone

Quello che possono fare i dirigenti
Il ruolo del capo
La possibilità di fare del bene
16. L’autostima e la psicoterapia
Gli obiettivi della psicoterapia
Il clima della psicoterapia
Scoprire il lato ” brillante ”
Strategie di sopravvivenza
Integrare le sottopersonalità
Le capacità che un terapeuta orientato
all’autostima non può non avere
Paura, dolore e il miglioramento dei fattori negativi
La terapia del futuro

17. L’autostima e la cultura
II bisogno di autostima non è ‘ culturale ”
L’universalità dei problemi legati all’autostima
L’influenza della cultura
La mentalità tribale
La mentalità religiosa
La cultura americana
L’individuo e la società

18. Conclusioni: I sei pilastri dell’autostima
Appendice A – Critica delle altre definizioni
di autostima
Appendice B – Frasi da completare per costruire
I’autostima
Appendice C – Consigli per altre letture
Note
Ringraziamenti
Indice dei nomi e delle opere

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Le inquietudini e i dubbi di Jules Renard

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Dal Diario di Jules Renard:

“Passo un brutto momento. Tutti i libri mi disgustano. Non faccio niente. Mi accorgo più che mai di non servire a niente. Sento che non concluderò nulla, e queste righe che sto scrivendo mi sembrano puerili, ridicole e anche, e anzi soprattutto, assolutamente inutili. Come me la caverò? Ho una risorsa: l’ipocrisia. Resto chiuso in camera mia per delle ore, e tutti credono che io lavori. Forse mi si compiange, forse qualcuno mi ammira per questo, e io invece mi annoio e sbadiglio, l’occhio pieno di riflessi gialli, i riflessi dell’itterizia della mia biblioteca. Ho una moglie che è una creatura dolce, forte e piena di vita, un bambino che formerebbe il vanto di un concorso di bellezza infantile, e non ho la più piccola forza per godere di tutto ciò. So che questo stato d’animo non può durare. Tornerò ad avere speranze, sarò nuovamente coraggioso, farò un nuovo sforzo. Magari queste confessioni servissero a qualcosa! Se più tardi io potessi diventare un grande psicologo! Ma non mi credo abbastanza vitale. Morirò prima del tempo, o mi arrenderò, e diventerò un ubriacone, alcoolizzato di fantasticherie. Sarebbe meglio spaccar le pietre e zappare la terra. Passerò dunque tutta la mia vita, corta o lunga, a ripetermi che sarebbe stato meglio esser stato un’altra cosa? Perchè questo altalenare della nostra anima, questo va e vieni dei nostri entusiasmi? Le nostre speranze sono come le onde del mare: quando si ritirano lasciano a nudo un mucchio di cose nauseabonde, di conchiglie fetide e di granchi; di granchi morali, puzzolenti, dimenticati dal mare, che si strascinano di sghembo per ritrovare l’onda. Nulla è più sterile vita di un letterato che non “arriva”! Mio Dio! Io sono intelligente, più intelligente di molti altri. E’ evidente, perchè leggo senza addormentarmi La tentation de Saint Antoine di Flaubert. Ma questa intelligenza è come un’acqua che scorre inutile e sconosciuta, e che non ha ancora trovato il suo mulino. Si, è così: io non ho ancora trovato il mio mulino. Lo troverò mai?”  Jules Renard 17 Marzo 1890

Jules Renard (1864 – 1910) è stato uno scrittore e autore di aforismi, francese.

L’Iliade e la società della vergogna.

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