Come diventare militare ed entrare nell’Esercito Italiano

Per arruolarsi e diventare un militare dell’Esercito Italiano in servizio permanente, cioè con contratto a tempo indeterminato, come militare professionista, non c’è una sola strada ma più strade secondo il livello cui si aspira. Nell’ordine gerarchico ci sono fondamentalmente tre diverse categorie o settori, cioè truppa, sottufficiali e ufficiali, e di conseguenza tre diversi modi per entrare. Una volta entrati nel gradino più basso di un settore si può accedere a un altro settore rispettando i requisiti e superando dei concorsi interni,  altrimenti la carriera normale non prevede un passaggio di categoria, fermo restando quindi che un caporalmaggiore non diventerà mai maresciallo e generalmente un maresciallo non diventerà mai capitano, salvo eccezioni, come quella che dà la possibilità a un volontario di truppa in servizio permamente di accedere al concorso per diventare sergente e quindi un sottufficiale. Un’altra eccezione è rappresentata dal concorso interno per sottufficiali che vogliono diventare ufficiali di cui troverete una descrizione verso la fine di questo articolo. La categoria degli ufficiali va da sottotenente a Generale, quella dei sottufficiali da sergente a primo maresciallo luogotenente e quella di truppa da caporale vfp1 passando per il primo grado del servizio permanente cioè primo caporal maggiore fino a caporal maggiore capo scelto. Tra i sottufficiali bisogna fare una distinzione tra il ruolo marescialli, cui si può accedere solo tramite Scuola Sottufficiali e il ruolo sergenti cui possono accedere i VSP dopo concorso per meriti a loro riservato. Il percorso più ambizioso è quello per diventare ufficiale dell’Esercito, una figura professionale con incarichi operativi e di comando e responsabilità. Dopo aver superato il concorso per entrare, l’aspirante ufficiale dovrà frequentare l’Accademia Militare della durata di cinque anni dove conseguirà anche una laurea in Scienze Strategiche, Ingegneria o Medicina e Chirurgia a seconda del ramo scelto. Per diventare sottufficiale c’è un diverso concorso, che una volta superato darà accesso alla Scuola Sottufficiali da cui il candidato esce col grado di maresciallo. I marescialli sono caratterizzati dall’essere una figura professionale a comando di piccole unità o specializzati come operatori tecnici, di sistemi d’arma, mezzi terrestri e aerei, o come esperti nel settore elettronico. Al termine della Scuola Sottufficiali della durata di tre anni viene conseguito anche il diploma di laurea. Se invece si vuole diventare volontario di truppa dell’Esercito c’è un altro tipo di concorso, che prevede di iniziare dal ruolo di volontario in ferma prefissata di 1 anno (VFP1) al termine del quale il volontario può accedere al concorso per diventare volontario in ferma prefissata di 4 anni al termine dei quali il volontario congedandosi può accedere a posti nei concorsi statali riservati per legge, o avere accesso alla rafferma biennale oppure superando il concorso riservato ricevere la nomina di volontario in servizio permanente diventando quindi un militare professionista con un contratto a tempo indeterminato. L’anno come volontario nell’Esercito in qualità di VFP1, che ha sostituito il servizio militare di leva obbligatorio, la naja, è anche un passaggio obbligato e requisito indispensabile per concorrere ai concorsi base della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato. Un’altra eccezione al normale avanzamento di grado limitato dalle categorie è rappresentato dagli ufficiali di ruolo speciale. Si tratta di marescialli e sergenti, quindi sottufficiali, con una certa anzianità di grado, entro il limite di età e con diversi titoli e requisiti da rispettare, che possono diventare ufficiali attraverso un concorso interno e in seguito un corso accellerato rispetto ai cinque anni dei giovani allievi ufficiali dell’Accademia Militare. Generalmente gli ufficiali di ruolo speciale hanno una carriera diversa da quelli di ruolo normale, non ricoprendo incarichi di comando ma incarichi logistici.  A differenza degli ufficiali di ruolo normale, quelli di ruolo speciale hanno un limite all’avanzamento di carriera rappresentato dal grado di tenente colonnello salvo eccezioni. Quando l’Esercito Italiano ricerca determinati profili professionali vengono banditi specifici concorsi per ufficiali, aperti ai laureati in quel settore. Aggiornato al febbraio 2013.

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